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In Cina e Asia - Pechino accusa gli Usa di militarizzare lo spazio | China Files

I titoli di oggi:Pechino accusa gli Usa di militarizzare lo spazio Cina-Ue, Wang Yi a colloquio con l'omologo franceseCina,

I titoli di oggi: Pechino accusa gli Usa di militarizzare lo spazio Forum Xiangshan, assenti dal discorso di Dong Taiwan e mar Cinese meridionale Cina-Ue, Wang Yi a colloquio con l’omologo francese Cina, entrano in vigore restrizioni sugli espatri L’economia cinese continua a evidenziare persistenti squilibri Il Giappone registra oltre 100.000 centenari La Malesia sequestra spedizioni dirette a Israele La Cina ha esortato gli Stati Uniti a “smettere di prepararsi alla guerra” nello spazio, dopo che la US Space Force martedì ha confermato di aver dispiegato per la prima volta delle armi in orbita. I dettagli non sono noti, ma il 14 settembre il braccio delle forze armate Usa, responsabile di tutte le operazioni spaziali, ha annunciato l’impiego di “armi di controllo spaziale in grado di difendere [il paese]… da azioni ostili avversarie”. Da tempo, Pechino e Washington cercano di espandere i propri interessi – e la propria influenza strategica – in orbita. Nel 2024, Washington aveva dichiarato che la Russia stava sviluppando una nuova arma antisatellite lanciabile dallo spazio, anche se il pericolo non era imminente. “Il controllo dello spazio comprende le aree di missione necessarie per contendere e controllare il dominio spaziale, impiegando mezzi cinetici e non cinetici per incidere sulle capacità avversarie”, si legge nella nota, che aggiunge come tali capacità possono essere impiegate sia per scopi offensivi che difensivi”. Secondo la Space Force, la Cina “sviluppa e gestisce capacità spaziali e anti-spaziali nell’ambito di una strategia di modernizzazione militare”. Ad alimentare la temuta militarizzazione contribuisce un vuoto normativo: l’Articolo 4 del trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967 infatti vieta il dispiegamento in orbita soltanto di armi di distruzione di massa e armi nucleari, lasciando un’ampia zona grigia per tutte le altre categorie. Cina, entrano in vigore restrizioni sugli espatri A partire da ieri, 15 settembre, sono in vigore nuove restrizioni sui viaggi all’estero, che consentono a Pechino di vietare l’espatrio ai cittadini considerati una potenziale minaccia per la sicurezza tecnologica nazionale. Le nuove disposizioni, annunciate a luglio, mirano a contrastare le violazioni dei controlli sulle esportazioni o delle norme sull’import-export di tecnologia. Nel dettaglio, prevedono un divieto di uscita dal territorio nazionale, di durata compresa tra sei mesi e tre anni, per i cittadini che rientrano in Cina dopo aver commesso all’estero atti considerati lesivi della sicurezza o degli interessi nazionali. Anche ai cittadini stranieri può essere negato l’ingresso nel Paese per un periodo da uno a cinque anni, qualora abbiano rilasciato dichiarazioni false nelle domande di visto. Va detto che ancora prima dell’entrata in vigore del nuovo quadro normativo dipendenti pubblici e impiegati nelle aziende statali erano già soggetti a rigidi controlli. Secondo la BBC, in sei anni, la percentuale di verdetti civili che hanno riguardato divieti di uscita è aumentata di oltre 30 volte passando da circa lo 0,23% del 2019 al 7,3% del 2015. Forum Xiangshan, assenti dal discorso di Dong Taiwan e mar Cinese meridionale La competizione con Washington è stata tra i temi discussi dal ministro della Difesa cinese Dong Jun nel suo discorso di apertura al Xiangshan Forum, cominciato ieri a Pechino. L’alto funzionario ha condannato la “mentalità a somma zero” e invitato tutti i paesi ad abbracciare “un nuovo approccio alla sicurezza fondato sul dialogo anziché sul confronto”. Secondo Dong, il rapido sviluppo tecnologico richiede “consultazioni reciproche sulla governance e a impegnarsi attivamente in dialoghi sulla sicurezza in ambiti quali l’intelligenza artificiale, lo spazio e gli abissi marini”. Da notare l’assenza di menzioni espliciti non solo agli Stati Uniti ma anche più in generale a Taiwan e al mar Cinese meridionale. Omissione probabilmente da imputare all’imminente visita di Xi Jinping a Washington e alla volontà di evitare un’inutile escalation sul piano militare, mentre sul fronte economico continuano a imperversare le polemiche sull’IA e le restrizioni americane all’export di alta tecnologia. Ugualmente obliqua la condanna contro il presunto revanscismo giapponese, a cui il ministro ha fatto riferimento scongiurando un ritorno agli errori della storia. Cina-Ue, Wang Yi a colloquio con l’omologo francese “Il protezionismo non aumenterà la competitività dell’Europa, ma priverà i consumatori di prodotti di alta qualità a prezzi accessibili, farà aumentare l’inflazione e ostacolerà il processo di transizione verde”. Lo ha dichiarato ieri il ministro degli Esteri Wang Yi durante una telefonata con l’omologo francese Jean-Noel Barrot. Il capo della diplomazia cinese ha esortato l’Unione Europea ad evitare un’escalation delle controversie commerciali e a impegnarsi in un “dialogo costruttivo”. Riferimento non troppo velato ai controlli introdotti da Bruxelles sugli investimenti, nonché alle norme sugli appalti pubblici e le misure antisovvenzioni che il blocco dei 27 paesi giustifica accusando la Cina di concorrenza sleale. Da parte sua, Barrot, secondo quanto riportato nel comunicato stampa cinese, avrebbe affermato che la Francia è pronta a promuovere scambi costruttivi per superare le “difficoltà e le sfide” nelle relazioni economiche e commerciali tra Cina e Ue. Ma ha anche auspicato che il rapporto, messo a dura prova dalla sovrapproduzione industriale cinese, diventi più equilibrato. Secondo precedenti annunci, nei prossimi giorni Pechino e Bruxelles terranno colloqui economici in vista della visita in Cina del commissario UE Maroš Šefčovič, programmata per ottobre. Prima di allora le autorità comunitarie esigono azioni concrete affinché Pechino proceda a ridimensionare il suo surplus commerciale (circa 1 miliardo di euro al giorno). Un mancato intervento – ha avvertito Šefčovič – implicherà l’utilizzo di contromisure e barriere commerciali. L’economia cinese continua a evidenziare persistenti squilibri L’economia cinese continua a evidenziare una crescita fortemente squilibrata, a causa della modesta spesa interna. Secondo i dati pubblicati martedì dall’Ufficio nazionale di statistica, le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,4% ad agosto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in rallentamento rispetto allo 0,6% del mese precedente e al di sotto delle previsioni degli economisti interpellati da Reuters, che si aspettavano un +0,8%. La produzione industriale invece è cresciuta del 5,2% il mese scorso, accelerando rispetto al +4,5% di luglio e superando le aspettative del 4,8%. Nei primi otto mesi dell’anno, gli investimenti in immobilizzazioni urbane, che comprendono investimenti in immobili e infrastrutture, si sono ridotti del 7,2% rispetto all’anno precedente, accentuando il calo del 6,7% registrato nel periodo gennaio-luglio, in linea con i pronostici degli analisti. Il tasso di disoccupazione urbano, rilevato tramite sondaggi, è salito ad agosto al 5,3%, rispetto al 5,2% di luglio, rimanendo invariato rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. “Dobbiamo essere consapevoli che l’impatto negativo del contesto esterno si è intensificato”, ha affermato l’ufficio di statistica in un comunicato in lingua inglese, riconoscendo al contempo un “acuto” squilibrio a livello nazionale tra “un’offerta forte e una domanda debole”. Il Giappone registra oltre 100.000 centenari Per la prima volta, il Giappone ha registrato la presenza di oltre 100.000 centenari, traguardo che gli esperti attribuiscono alle politiche sanitarie adottate dal paese ma che al contempo mette sotto stress il sistema previdenziale statale. Secondo un rapporto divulgato martedì dal Ministero della Salute, al 15 settembre il numero di persone che hanno compiuto 100 anni aveva raggiunto la cifra record di 107.677. Si tratta di un aumento sostanzioso, avvenuto nell’arco di pochi decenni. Se all’inizio delle rilevazioni nel 1963, c’erano soli 153 centenari nel 1998 la stima era già salita a circa 10.000. Merito dei progressi compiuti nella sanità pubblica e nell’assistenza medica, nonché di un’alimentazione relativamente sana e buoni di stili di vita. In particolare, le donne giapponesi si sono dimostrate particolarmente longeve, rappresentando circa l’88% della popolazione del paese con oltre 100 anni. La Malesia sequestra spedizioni dirette a Israele Le autorità malesi hanno sequestrato diverse spedizioni dirette verso Israele. Secondo fonti Reuters, a metà agosto, tre container diretti al porto di Ashdod, a sud di Tel Aviv, sono stati fermati presso lo scalo malese di Tanjung Pelepas e ad oggi non sono ancora stati rilasciati, in attesa che le autorità ne accertino il contenuto. Le requisizioni seguono il fermo iniziale di un altro contenitore, avvenuto il 7 agosto, proveniente originariamente dalle Filippine e sospettato dall’Agenzia malese per il controllo e la protezione delle frontiere di contenere armi, in quanto destinate a Elbit Systems, un’azienda israeliana di tecnologia per la difesa. Il primo ministro malese Anwar Ibrahim, commentando il sequestro del 7 agosto, ha affermato che la nazione del Sud-est asiatico non sosterrà flussi commerciali che possano sostenere o contribuire alla “crudeltà del regime israeliano”. Negli ultimi anni, il conflitto israelo-palestinese ha spinto la Malesia, paese a maggioranza musulmana, a raffreddare ulteriormente i contatti con Tel Aviv, con cui non ha rapporti diplomatici ufficiali. 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