In Cina e Asia - Rimossi due vertici militari, Pechino prepara il quinto Plenum | China Files
Cina, rimossi due vertici militari, tutto pronto per il quinto plenumF-35, la Camera Usa indaga sulla deviazione di componenti da
I titoli di oggi: Cina, rimossi due vertici militari, tutto pronto per il quinto plenum F-35, la Camera Usa indaga sulla deviazione di componenti dall’Australia a Hong Kong Pakistan, arrestate le sorelle dell’ex premier Imran Khan Taiwan lancia la prima organizzazione internazionale promossa Taipei Pechino entra nel dibattito sui confini marittimi Cina, rimossi due vertici militari Il 21 settembre Pechino ha annunciato l’espulsione dal Partito comunista e dalle forze armate di due alti ufficiali, Zhang Youxia e Liu Zhengli, accusati di gravi violazioni disciplinari, corruzione e slealtà politica. Zhang era vicepresidente della Commissione militare centrale (Cmc) – il numero due per importanza, secondo solo a Xi Jinping – ed è stato considerato a lungo uno dei più stretti alleati militari del leader cinese. Liu, altro membro della Cmc, era anche capo di stato maggiore del Dipartimento dello Stato maggiore congiunto. I due alti funzionari erano sotto indagine da gennaio, e a giugno erano stati rimossi dalla Cmc. Secondo le dichiarazioni ufficiali, Zhang e Liu avrebbero “formato cricche e fazioni” e violato le regole politiche del Partito, oltrepassando “linee rosse e limiti fondamentali”. Le espulsioni si inseriscono nella campagna anticorruzione lanciata da Xi dalla sua salita al potere nel 2012 e sempre più concentrata negli ultimi anni sulle forze armate. Le purghe hanno ridotto drasticamente il numero dei membri attivi della Cmc, lasciandone ad oggi solo due. Intanto Politburo ha fissato dal 26 al 29 ottobre la quinta sessione plenaria del XX Comitato centrale, il più importante appuntamento politico di questo autunno. La convocazione, anticipata di una settimana al calendario abituale, era programmata per ieri, a solo due giorni dalla visita di stato di Xi negli Stati Uniti. Secondo gli esperti, la tempistica consente alla leadership di definire questioni urgenti interne al Partito prima dell’appuntamento a Washington. Proprio ieri anche Pechino ha confermato la visita di Xi negli States dal 23 al 25 settembre, mentre la Casa Bianca ha rilasciato i dettagli dell’accoglienza preparata dal tycoon per il leader cinese. Non sono mancate le polemiche considerato lo sfarzo della cerimonia di benvenuto che prevede l’atterraggio presso la base aerea di Andrews e la partecipazione del presidente americano, gesto diplomatico non usuale. F-35, la Camera Usa indaga sulla deviazione di componenti dall’Australia a Hong Kong La Commissione Forze Armate della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti sta indagando sul dirottamento verso Hong Kong, avvenuto nel 2026, di componenti potenzialmente sensibili del caccia F-35 provenienti dall’Australia. La portavoce della commissione, Heather Vaughan, ha affermato che il gruppo ha ricevuto vari aggiornamenti in merito alla questione e che continuerà a esaminare l’incidente. La vicenda è stata riferita da Politico il 18 settembre: una spedizione di parti di F-35, diretta negli Stati Uniti per riparazioni, è stata deviata dall’Australia finendo a Hong Kong, sebbene non sia chiaro il motivo della deviazione né chi sia attualmente in possesso dei componenti. Il caso ha sollevato preoccupazioni riguardo alla possibilità di ingegneria inversa su componenti classificati del caccia. Tra gli elementi della spedizione vi sarebbe anche un tettuccio del jet, che incorpora tecnologie legate alla tecnologia stealth. Il programma F-35 non ha chiarito cosa si intenda per componenti «non più utilizzabili» né se fossero irreparabilmente danneggiati. Già da oggi funzionari statunitensi dovrebbero fornire nuove informazioni. Canberra ha intanto ribadito che la protezione delle tecnologie soggette a controlli sull’esportazione è per l’Australia una questione di “estrema importanza”. Pakistan, arrestate le sorelle dell’ex premier Imran Khan Il Pakistan ha disposto il fermo delle tre sorelle dell’ex primo ministro Imran Khan in vista delle proteste dell’opposizione previste per il fine settimana, nell’ambito degli sforzi del governo di impedire a qualsiasi “gruppo violento” di raggiungere la capitale. Le autorità hanno notificato domenica l’arresto per 30 giorni ad Aleema Khan, mentre ieri il provvedimento è stato esteso alle sorelle Uzma e Noreen. Il partito fondato da Khan, il Pakistan Tehreek-e-Insaf (PTI), ha convocato manifestazioni in tutto il paese e una marcia verso Islamabad per chiedere il rilascio dell’ex premier. Le autorità hanno schierato le forze di polizia e collocato grandi container sulle principali arterie stradali per impedire ai manifestanti di raggiungere il parlamento e altri edifici governativi della capitale. Al contempo, Jamaat-e-Islami, un altro partito di opposizione, sta protestando contro l’imposta sullo sviluppo del settore petrolifero. Le proteste si inseriscono in un più ampio malcontento per le misure di austerità, tra cui l’aumento dei prezzi dell’energia. Il governo rivendica invece i progressi economici, citando l’aumento record di riserve valutarie e il recente miglioramento del rating creditizio del paese. Taiwan lancia la prima organizzazione internazionale promossa Taipei Sabato, durante il Resilient Taiwan for Sustainable Democracy International Forum, il presidente taiwanese Lai Ching-te ha annunciato la creazione della World Alliance for Disaster Management (WADM), la prima organizzazione internazionale intergovernativa interamente promosso e istituita da Taipei. La nuova piattaforma punta a rafforzare la cooperazione internazionale nella gestione delle emergenze attraverso attività congiunte di formazione ed esercitazione, assistenza reciproca e condivisione di informazioni. Taiwan vanta una consolidata esperienza nella gestione di tifoni e terremoti, e organizza inoltre esercitazioni sulla resilienza per prepararsi a eventuali minacce provenienti dalla Cina. Tra i membri fondatori figurano gli 11 alleati diplomatici di Taiwan e il Somaliland, mentre governi e organizzazioni di 21 paesi, tra cui Stati Uniti, Giappone, Germania e Filippine, hanno aderito come osservatori e partner. Pechino entra nel dibattito sui confini marittimi Pechino sta intervenendo nel dibattito su come rispondere all’arretramento delle coste, che oltre alla minaccia fisica immediata pone una sfida fondamentale alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) del 1982. Il dilemma al centro della questione, evidenziato dal South China Morning Post, è se i confini marittimi dovrebbero variare al mutare delle linee costiere o restare invariati. Alcuni analisti sostengono che la Cina dovrebbe proporsi come partner legale e tecnico per le piccole nazioni insulari del Pacifico, come Tuvalu e Kiribati, offrendo competenze nel rilevamento e nella protezione delle coste. Una strategia che, secondo gli analisti citati, potrebbe anche rafforzare gli interessi di Pechino nel Mar cinese meridionale. La questione riguarda in particolar modo le zone economiche esclusive, che possono estendersi fino a 200 miglia nautiche, e che conferiscono agli stati costieri diritti sovrani esclusivi per esplorare, sfruttare e gestire le risorse naturali. Ma l’erosione e la perdita di abitabilità potrebbero riaprire il dibattito sui diritti marittimi. Il tema assume particolare rilievo per la regione, dove le rivendicazione di Pechino si sovrappongono a quelle di Brunei, Malaysia, Filippine e Vietnam. Nella dichiarazione del 2016 in cui rivendicava la sovranità sulle isole Pratas, Paracel, Spratly e Zhongsha, Pechino ha precisato che tale rivendicazione si estendeva anche al mare territoriale, alla zona economica esclusiva e alla piattaforma continentale. Secondo le proiezioni NASA del 2024, il livello medio del mare nel Pacifico potrebbe aumentare di circa 15 centimetri nei prossimi trent’anni. Potrebbe interessarti anche: In Cina e Asia – TikTok riprende a funzionare negli Usa. 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