In Cina e Asia - Xi negli Usa per vedere Trump: cosa aspettarsi | China Files
Xi negli Stati Uniti per il vertice con Trump: cosa aspettarsi Trump vede Takaichi prima di Xi. La premier giapponese all’Onu Coree, Trump conferma a Lee di voler parlare con Kim Cina, balzo degli acquisti di petrolio e gas del Canada La Cina accelera l’import di oro: numeri record Hong Kong contro Neflix per il documentario su Joshua Wong Xi ...
Xi negli Stati Uniti per il vertice con Trump: cosa aspettarsi Trump vede Takaichi prima di Xi. La premier giapponese all’Onu Coree, Trump conferma a Lee di voler parlare con Kim Cina, balzo degli acquisti di petrolio e gas del Canada La Cina accelera l’import di oro: numeri record Hong Kong contro Neflix per il documentario su Joshua Wong Xi negli Stati Uniti per il vertice con Trump: cosa aspettarsi Xi Jinping arriva oggi negli Stati Uniti per il vertice con Donald Trump, il secondo in poco più di quattro mesi. Il presidente ciense sarà ricevuto da quello americano direttamente in aeroporto, con tanto di sorvolo militare: un onore che Trump non aveva ricevuto a Pechino. Previsto anche un incontro tra le due first ladies. Mettendo piede alla Casa Bianca 11 anni dopo l’ultima volta, Xi punta più a consolidare la tregua che a raggiungere un grande accordo. Pechino vorrebbe prorogare fino al 2029 la tregua sui dazi, mentre Washington propone un’estensione di sei o dodici mesi: l’obiettivo cinese è guadagnare tempo per rafforzare l’autosufficienza ed evitare una nuova guerra commerciale. Xi ritiene di presentarsi al negoziato da una posizione di relativa forza: gli Usa mantengono il vantaggio nei chip e nelle tecnologie avanzate, ma la Cina controlla terre rare e magneti strategici e alterna aperture (dagli acquisti di soia alla cooperazione sul fentanyl) a pressioni sulle forniture critiche. Sul tavolo ci saranno anche Corea del Nord, Iran e sicurezza nel Mar Rosso, mentre Taiwan resta il principale ostacolo alla distensione: Pechino osserva con attenzione il congelamento americano di un pacchetto di armi da 14 miliardi di dollari. Possibile infine un primo dialogo sull’intelligenza artificiale e sulla gestione di incidenti e cyberattacchi, ma senza intese sostanziali. L’esito più realistico è quindi una stabilizzazione della rivalità, più che un disgelo: Cina e Stati Uniti cercano di contenere lo scontro mentre continuano a competere su tecnologia, sicurezza e influenza globale. Trump vede Takaichi prima di Xi. La premier giapponese parla all’Onu La premier giapponese Sanae Takaichi è stata ricevuta da Donald Trump prima del vertice tra il presidente statunitense e Xi Jinping. I due leader hanno discusso dei rapporti economici e di sicurezza con Pechino, del rafforzamento dell’alleanza nippo-americana e dei piani di Tokyo per potenziare le proprie capacità di difesa. Il Giappone teme che Trump possa ammorbidire la posizione americana su Taiwan in cambio di concessioni economiche cinesi, ma anche una riapertura unilaterale con la Corea del Nord. Al di là dei resoconti ufficiali, Tokyo è anche preoccupata per il prolungato ritardo nella consegna di missili Tomahawk e per le sanzioni americane alla Corte Penale Internazionale, che coinvolgono anche la giudice giapponese Tomoko Akane. Nel suo primo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Takaichi ha inoltre chiesto di eliminare dalla Carta dell’Onu le cosiddette “clausole degli Stati nemici”, disposizioni risalenti al secondo dopoguerra che riguardano anche il Giappone. La questione ha assunto nuova rilevanza nelle tensioni con Pechino dopo che, lo scorso anno, la Cina aveva richiamato quelle clausole nel confronto con Tokyo sulle dichiarazioni di Takaichi riguardo a una possibile crisi nello Stretto di Taiwan. La premier ha inoltre rilanciato la richiesta di una riforma del Consiglio di Sicurezza, nel più ampio tentativo di Tokyo di rafforzare il proprio ruolo internazionale. Coree, Trump conferma a Lee di voler parlare con Kim A margine dell’Assemblea generale dell’Onu, Donald Trump ha incontrato anche il presidente sudcoreano Lee Jae-myung, al quale ha ribadito l’impegno al dialogo con la Corea del Nord. Nel colloquio, durato circa 30 minuti, i due leader hanno discusso anche del progetto sudcoreano per acquisire sottomarini a propulsione nucleare, dei diritti di Seul sull’arricchimento dell’uranio e sul riprocessamento del combustibile nucleare esaurito e del trasferimento del comando operativo delle forze sudcoreane in tempo di guerra. Nelle scorse settimane si erano create delle tensioni tra i due alleati, dopo che Trump ha dimezzato le esercitazioni militari congiunte annuali e Seul ha negato assistenza militare nella guerra contro l’Iran. Cina, balzo degli acquisti di petrolio e gas del Canada La Cina ha aumentato nettamente le importazioni di petrolio greggio e gas naturale liquefatto (GNL) dal Canada in agosto, mentre si intensifica la disputa commerciale tra Ottawa e Washington. I volumi di greggio canadese acquistati da Pechino sono cresciuti di quasi il 35% su base annua, mentre il valore delle importazioni è salito del 64% a 782,3 milioni di dollari. Il rafforzamento dei flussi dal Canada arriva mentre Ottawa cerca di ridurre la dipendenza commerciale dagli Stati Uniti: nel primo semestre le esportazioni canadesi verso la Cina sono aumentate del 30,1%, trainate soprattutto da energia e materie prime. La dinamica segnala un possibile rafforzamento dell’asse commerciale Canada-Cina e offre a Pechino una fonte aggiuntiva con cui diversificare gli approvvigionamenti energetici. Parallelamente sono aumentati anche gli acquisti cinesi di prodotti energetici russi. La Cina accelera l’import di oro: numeri record Le importazioni cinesi di oro hanno superato le 1.000 tonnellate nei primi otto mesi del 2026, oltrepassando già il totale dell’intero 2025 e segnando il livello più alto dal 2017. A sostenere gli acquisti sono la forte domanda di investimento, il calo delle quotazioni internazionali e il rafforzamento dello yuan, che ha reso più conveniente comprare metallo all’estero. La domanda interna ha inoltre mantenuto i prezzi cinesi a premio rispetto ai benchmark globali, incentivando ulteriormente le importazioni. Il boom conferma la crescente centralità dell’oro nei portafogli cinesi, mentre famiglie e investitori cercano alternative in una fase di debolezza del mercato immobiliare e rendimenti contenuti sugli asset domestici. In parallelo proseguono gli acquisti della banca centrale, rafforzando la diversificazione delle riserve e il peso della domanda cinese sul mercato mondiale dell’oro. Cina, in arrivo sottomarini nucleari di nuova generazione Nuove immagini satellitari mostrano dettagli inediti di un sottomarino nucleare d’attacco di nuova generazione in costruzione nel cantiere Bohai di Huludao, nel nord-est della Cina, indicato comunemente come Type 095, anche se la designazione non è ufficialmente confermata. Secondo TWZ, le immagini evidenziano un sistema di propulsione pump-jet, progettato per ridurre la rumorosità, e una configurazione dei timoni di poppa a X, che può migliorare manovrabilità ed efficienza. Una sezione rettangolare dietro la torre potrebbe inoltre ospitare celle di lancio verticale per missili, ma gli analisti avvertono che la funzione non è ancora accertata. Il battello, lungo circa 120 metri, fa parte di una più ampia accelerazione dei programmi subacquei cinesi, che comprende diversi nuovi progetti emersi negli ultimi anni. La modernizzazione punta ad ampliare autonomia, silenziosità e capacità d’attacco della Marina cinese, sostenendone le operazioni a distanze sempre maggiori nel Pacifico. Hong Kong contro Neflix per il documentario su Joshua Wong Il Security Bureau di Hong Kong sta valutando possibili azioni sul documentario del 2017 “Joshua: Teenager vs. Superpower”, dedicato all’attivista pro-democrazia Joshua Wong, dopo le critiche del quotidiano filogovernativo Wen Wei Po. Il film è salito al primo posto tra i più visti su Netflix a Hong Kong. Le autorità hanno sottolineato che i contenuti diffusi in città devono rispettare le leggi sulla sicurezza nazionale e hanno riferito di aver avviato “azioni di follow-up”, senza precisarne la natura. Il caso potrebbe rappresentare un nuovo banco di prova per Netflix e le piattaforme internazionali sull’applicazione delle norme di sicurezza ai contenuti disponibili nell’ex colonia britannica. 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